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dicono di noi
27/08/2013
http://www.bastiaoggi.it/

Bastia Umbria, due progetti di cooperazione per i Wodaabe del Niger e l’acqua in Etiopia

di Luigino Ciotti
Presidente del circolo culturale “primomaggio”

Cari amici del circolo culturale “primomaggio” come vi avevamo anticipato, con gli auguri per il nuovo anno, alle nostre abituali attività, presentazione di libri, video, concerti, dibattiti, informazione ecc…abbiamo provato a misurarci anche con progetti di cooperazione che vanno oltre le cene di sottoscrizione, contributi, banchetti di informazione, raccolta fondi e venditta artigianato locale o specifici libri, che da sempre facciamo a favore di alcune aree del mondo: Palestina, Kenya, Tanzania, Kurdistan, Nicaragua, Colombia ecc…

Per questo all’uscita del bando della Regione Umbria D.G.R. 1651 del 29.12.2011 a seguito della L.R. n. 26 del 27 ottobre 1999 “Interventi regionali per la promozione della cooperazione internazionale allo sviluppo della solidarietà tra i popoli” noi abbiamo presentato 2 progetti ed entrambi hanno ottenuto un finanziamento e sotto potete leggere le sintetiche descrizioni. Uno riguarda attività in Niger a cui la Regione Umbria ha concesso un contributo di 12.057,50 euro e l’altro in Etiopia per le quali il contributo è di 6.311,90 euro soldi che, ovviamente, vanno totalmente documentate e rendicontate. Il primo progetto in Niger “ABBANAI – dare a chi è senza -. Un futuro per il popolo Wadabè” è il frutto della collaborazione del circolo “primomaggio” con l’Associazione ASSOLINT, la Cooperativa sociale ASAD, il Comune di Perugia ed il partner estero KAOURITEL che è un’associazione umanitaria con sede a Niamey capitale del Niger.

Ha come obiettivo l’acquisto di animali, dromedari, capre, asini, per i Wadabè, piccolo popolo di pastori nomadi a cui, a causa dei cambiamenti climatici, sono morte le mandrie di bovini che avevano. Per altro più volte abbiamo ospitato in Umbria Ortodò Bermo rappresentante dei Wadabè. Il secondo progetto in Etiopia GSI “Umbria for water” è “Promuovere e rafforzare l’accesso all’acqua potabile per 24.000 abitanti della Woreda di Siraro (Etiopia)” fatto in collaborazione con la LVIA una Ong piemontese ed il comune di Campello sul Clitunno. Inutile dire che questi progetti non si sono concretizzati per caso, ma sono il frutto non solo dei nostri valori e delle nostre scelte ma anche di relazioni internazionali che da sempre teniamo con associazioni e gruppi di vari paesi del mondo. Ovviamenteper realizzare queste cose i soldi non bastano mai ed i contributi sono sempre ben accetti ed a tal fine abbiamo organizzato sabato 7 settembre a San Mariano di Corciano una cena, come potete vedere nell’apposita locandina.

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Progetto “ABBANAI “dare a chi e senza”. Un futuro per il popolo Wadabe” Descrizione sintetica del Progetto e delle principali attività previste. L’intervento previsto è rivolto a contrastare i fenomeni di povertà emergenti nella popolazione Wadabé. ll popolo Wadabé è un piccolo gruppo etnico di circa 45.000 persone. Essi non esistono per il Niger (il secondo paese più povero del monde) e lottano per sopravvivere alla logica aggressiva che li circonda. Wadabè significa “gente del tabu” essi infatti non si sono mai mescolati con gli altri gruppi etnici. Ciò ha permesso loro di mantenere l’originalità della loro cultura e la purezza delle loro tradizioni le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Da migliaia di anni attraversano l’area saheliana sempre alla ricerca di pascoli per il loro bestiame con il quale vivono in totale simbiosi.

Lo sconvolgimento ecologico è la causa di una siccità cronica nel Sahel e dell’avanzamento del deserto del Sahara di 6 km l’anno. La vita dei Wadabè si è trasformata negli ultimi anni in una vera lotta per la sopravvivenza. Essi non possono spostarsi verso sud con i loro animali a causa della presenza di altre popolazioni che praticano l’agricoltura. L’anno scorso sono morte le loro mandrie di mucche ed anche molte persone hanno perso la Vita per sete, fame, stenti e malattie. I Wadabè dopo la strage dei loro bovini sono stati costretti a portare dei lievi cambiamenti culturali. Da alcuni anni avevano introdotto l’uso di alcuni dromedari, animali resistenti alla siccità ed alla fatica e l’esperienza è stata positiva. Con il contributo della Regione Umbria con il progetto si intende ricostituire nel circondario di Tchintabaraden la vita nomade pastorale attraverso l’acquisto di animali per le famiglie più povere che hanno perso totalmente il loro bestiame a causa della siccità.

Gli obiettivi del progetto sono: – salvare le popolazioni nomadi dando loro la possibilità di continuare la vita pastorale nel loro ambiente; – promuovere l’allevamento tradizionale, vocazione del popolo nomade; – dare ai nomadi la possibilità di preservare le loro millenarie tradizioni di vita; – sostenere le famiglie più povere che hanno perso tutti gli animali; – migliorare le condizioni di vita a livello alimentare per le fasce più deboli, donne e bambini, con il latte, alimento base del popolo Wadabè; – migliorare la salute delle persone e degli animali; – migliorare la sicurezza degli alimenti; – offrire supporto e formazione agro-zootecnica finalizzati al miglioramento della produttività del bestiame, delle derrate da esso derivate (carne e latte). In relazione al contributo concesso dalle Regione si intendono mantenere tutte le attività previste dal progetto, in particolare la somma destinata all’acquisto del bestiame, mentre si prevede di ridurre le ore dedicate alla formazione ed assistenza tecnica pur mantenendo un supporto adeguato. Attività locali specifiche caratterizzanti: 1. Acquisto di bestiame nei mercati locali. Si prevedono missioni per l’acquisto, la domenica, in coincidenza con il giorno di mercato.

La quantità di capi da acquistare e di n.°32. 2. Distribuzione dei capi acquistati alle famiglie che non posseggono bestiame al fine di garantire il proseguimento dell’attività economica quasi esclusiva dell’area. 3. Formazione in area zootecnica al fine di favorire l’innalza1nento di competenze nel miglior utilizzo delle risorse disponibili. Gli incontri si svolgeranno presso la scuola nel villaggio dei Wadabè, per un totale di n.° l() ore al mese per 6 mesi. Si trasmetteranno elementi teorici con un accompagnamento specifico rispetto all’applicazione di metodi migliorativi sia per quel che riguarda le modalità che gli strumenti in uso. Il percorso include un’attività di assistenza veterinaria al line di garantire il buono stato di salute del bestiame acquistato. Sostegno a gruppi di donne che attraverso la creazione di “casse di solidarietà” si occupino di coloro che vivono condizioni di estrema difficoltà. Le donne, che si occupano della commercializzazione di latte e di piccoli prodotti artigianali sul mercato locale, avranno la possibilità di istituire una cassa comune alla quale attingere rispetto alle emergenze segnalate e rilevate. Attività trasversali: l Management: a. creazione gruppo di coordinamento Italia/Niger per la gestione e amministrazione dell’intervento. Verranno individuate persone precise che si occuperanno della parte gestionale e attuativa del progetto in loco in collegamento costante con i referenti italiani.

La comunicazione avverrà sostanzialmente attraverso l’utilizzo di strumenti informatici; b. avvio progetto; c. pianificazione di dettaglio; d. monitoraggio e valutazione; e. rendicontazione. 2 Sensibilizzazione: a. realizzazione di un DVD documentaristico realizzato in Niger e prodotto in Italia, al fine di favorire un’ampia diffusione della cultura e delle condizioni del popolo Wadabè; b. campagna di sensibilizzazione in Umbria sui bisogni emergenti delle popolazioni Wadabé. Al fine di diffondere la conoscenza della cultura del popolo Wadabé, verrà messa a punto una campagna specifica di sensibilizzazione che vedrà la produzione di materiali cartacei cosi come l’organizzazione di iniziative specifiche; c. iniziative di raccolta fondi. http://www.bastiaoggi.it/politica/sociale/bastia-umbria-due-progetti-di-cooperazione-per-i-wodaabe-del-niger-del-niger-e-lacqua-in-etiopia-985/